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Obbligo GPS e RENTRI per trasporto dei rifiuti: quali sono i rischi?

Installazione del GPS entro il 15 dicembre

A partire dal 15 dicembre 2024, tutte le imprese coinvolte nella gestione dei rifiuti sono obbligate a rispettare l’obbligo di localizzazione GPS per il trasporto dei rifiuti, come parte di una più ampia riforma della tracciabilità introdotta dal Decreto Ministeriale 59/2023. Questo obbligo rappresenta una fase cruciale nell’evoluzione della gestione dei rifiuti in Italia, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e controllo, in linea con il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti.

Perché è importante l’installazione del GPS entro il 15 dicembre?
L’installazione del dispositivo GPS sui mezzi di trasporto dei rifiuti è fondamentale per il rispetto delle normative in vigore. L’obbligo si inserisce nel contesto di una digitalizzazione dei processi, dove i dati relativi ai trasporti devono essere inviati al RENTRI, un sistema che monitora ogni fase della gestione dei rifiuti, grazie a una piattaforma gestita dal Ministero dell’Ambiente.

Il termine del 15 dicembre 2024 segna una data cruciale: le aziende devono adeguarsi all’obbligo di installare i dispositivi GPS sui propri veicoli. La mancanza di conformità a questa scadenza può comportare rischi significativi.

Il non rispetto delle normative comporta diversi rischi:

  • Sanzioni: In caso di omissione o errata registrazione dei dati, le aziende potrebbero incorrere in multe salate. Le sanzioni possono variare a seconda della gravità della violazione, ma in generale le multe possono essere piuttosto pesanti, anche fino a 3.000 euro.
  • Rischio reputazionale: Le aziende non conformi potrebbero subire danni reputazionali significativi, compromettendo il loro rapporto con clienti e partner commerciali. La trasparenza nelle operazioni di gestione rifiuti è un valore crescente, ed essere percepiti come non conformi può danneggiare gravemente l’immagine di un’azienda​.
  • Rischio operativo: L’incapacità di gestire correttamente la tracciabilità dei rifiuti può anche comportare difficoltà operative, come l’impossibilità di accedere a fondi pubblici o la perdita di contratti con partner che richiedono conformità alle normative ambientali​.

Cosa fare?

Per evitare questi rischi, le aziende devono installare il GPS sui mezzi e assicurarsi che tutte le operazioni di trasporto siano correttamente registrate nel sistema RENTRI, con i nuovi modelli digitali di Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) e Registro Cronologico di Carico e Scarico. La conformità deve essere verificata attraverso la piattaforma del RENTRI.

Adeguarsi alle nuove normative non è solo una questione di evitare sanzioni, ma rappresenta anche un’opportunità per migliorare l’efficienza operativa e la sostenibilità dell’azienda. Le tecnologie come il GPS e la digitalizzazione dei dati offrono vantaggi significativi nella gestione dei rifiuti e nel miglioramento dei processi aziendali. Le scadenze sono imminenti e il rispetto delle normative sarà fondamentale per operare nel settore in modo corretto e competitivo.

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Obbligo GPS e RENTRI i rischi dal 15 dicembre